Vincenzo Di Benedetto (1934-2013)

Data: 22 luglio 2013. Categorie: filologia classica, necrologio. Autore: Roberto Rossi
«Il richiamo del testo»: la summa dei lavori filologici di Di Benedetto, pubblicata nel 2007

«Il richiamo del testo»: la summa dei lavori filologici di
Vincenzo Di Benedetto, pubblicata nel 2007

Nella notte fra venerdì 19 e sabato 20 luglio è mancato Vincenzo Di Benedetto, uno dei più grandi filologi italiani (probabilmente il più grande di tutti) del dopoguerra.

Non ho avuto la fortuna di conoscerlo personalmente , ma la mia formazione – come quella di tutti i “classicisti” della mia generazione – è stata caratterizzata dall’incontro con i suoi lavori, a partire da Euripide: teatro e società (1971), ai tempi dell’Università, per arrivare ai lavori più recenti, quali Nel laboratorio di Omero (1994) o Eschilo e lo sviluppo delle forme tragiche (1995), pubblicato come introduzione all’Orestea della BUR, o ancora, con E. Medda, La tragedia sulla scena. La tragedia greca in quanto spettacolo teatrale (2002).

Questo solo per citare alcuni fra i titoli che mi hanno maggiormente “segnato”.

Avrei voluto inserire una sua foto, ma non sono riuscito a trovarne una su internet, segno evidente della natura schiva del personaggio. Anche la notizia della sua morte, colpevolmente taciuta dagli organi di informazione, mi è giunta casualmente da un collegamento Facebook. Anche il sito dell’Università di Pisa (dove è stato ordinario per decenni) e della Scuola Normale sembrano non essersene accorti…

A qualche anno fa risale l’intervista su Classici antichi e moderni che si trova nel sito della Treccani.

Aggiornamento: ecco il ricordo del prof. Mauro Tulli, direttore del dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Università di Pisa. Clicca qui.

Secondo aggiornamento: come segnalato nel commento a questo articolo, ecco come la Scuola Normale ha ricordato Di Benedetto. Clicca qui.

Tags:
 

4 Commenti a Vincenzo Di Benedetto (1934-2013)

  1. Michele ha detto:

    Grazie del bel ricordo. Diedi l’esame con lui nel 2001, mi ricordo che il programma era costituito da una serie di testi-simbolo delle sue passioni letterarie: Omero, Inni omerici, gli Elementi di Euclide (finalmente ho capito il teorema di Pitagora!), le Baccanti su cui stava preparando la sua bellissima edizione…Era anche una persona umanamente ricca, per quello che ho visto, con un profondo amore verso i suoi studenti (cui non ha caso ha dedicato i suoi lavori su Omero). Dispiace che nella sua città d’elezione non abbiano avuto modo di ricordarlo un po’ meno sbrigativamente. Ma non è una polemica. Grazie per il sito, è utile per studenti e docenti!

  2. francesco doni ha detto:

    studente come lui ma di qualche anno più piccolo era la luce del liceo di castrovillari. i professori dicevano che era UB genio. posso solo dire che durante i festeggiamenti della Madonna del Castello lo sfidavamo a dire quante lampadine erano su ogni arco che rilucevano nelle vie. E luiI senza batter ciglia ma con un solo sguardo faceva centro.. Lo rividi tanti anni dopo a Pisa nella Piazza dei miracolo, mi riconobbe subito ci abbracciammo e i ricordi di quegli anni ci sommersero. . era un grande.

Rispondi a Roberto Rossi Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: