Tempo di tesine

Data: 16 giugno 2014. Categorie: esame di maturità. Autore: Roberto Rossi
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Per un’idea all’ultimo minuto…

Si avvicina l’appuntamento con l’Esame di Stato, con le sue incombenze, i suoi riti, i patemi e il cicaleccio diffuso che inevitabilmente ogni anno si scatena…

Fra gli argomenti più gettonati c’è la tesina, con la quale si apre la prova orale. Non mi avventurerei ora sull’argomento, se non fosse che qualche giorno fa sono stato interpellato da Lorenzo Vendemiale de “il Fatto Quotidiano”, che mi ha citato in un articolo uscito il 13 giugno scorso.

Distribuire consigli adesso risulta probabilmente tardivo (chi si prepara da mesi all’esame sarà ormai in dirittura d’arrivo anche nella tesina), ma potranno magari servire a chi sarà impegnato in futuro (anche se rimango convinto che i migliori consigli ciascuno li potrà trarre dai propri insegnanti).

Ecco quelli che secondo me sono gli ingredienti necessari per affrontare al meglio questo tipo di lavoro:

1. Interesse: scegliere un argomento per il quale si provi interesse (o addirittura passione), a prescindere dalla sua “spendibilità”. Si tratta di una molla formidabile, per riuscire a essere convincenti di fronte alla commissione.

2. Congruenza : evitare la tentazione di voler inserire “di tutto, di più”, con l’intenzione “strategica” di toccare il maggior numero di materie. Voler intrufolare a viva forza collegamenti privi di pertinenza è un boomerang che 9 volte su 10 si ritorce contro lo studente.

3. Economia: evitare di strafare e tener conto che si avranno a disposizione al massimo 15-20 minuti. Cercare di essere precisi e lineari nell’esposizione, ma al contempo sintetici, lanciando l’esca per eventuali richieste di approfondimento da parte dei commissari.

Ma il consiglio secondo me prioritario è quello di non presentare alla commissione un testo scritto! Va bene una mappa concettuale, uno schema, una traccia degli argomenti che si intendono trattare, con annessa bibliografia.

Presentare la propria tesina per esteso, come fosse una tesi universitaria, è assolutamente controproducente, per tre motivi:

  1. in primo luogo perché obbliga “moralmente” il commissario esterno a leggersela (con il fastidio che si può ben immaginare: chi può aver voglia di leggersi una cinquantina di “malloppi”, molto spesso mal raffazzonati?);
  2. scripta manent: gli eventuali errori vengono amplificati, mentre se l’errore avviene nel corso dell’esposizione si ha tutto il tempo per correggersi in corsa;
  3. in questo modo si guasta l’effetto sorpresa, che può essere una delle armi vincenti per suscitare interesse alla propria esposizione.

In ogni caso, mi è gradita l’occasione per augurare buon lavoro e un caloroso in bocca al lupo a tutti coloro che sono impegnati nella preparazione dell’esame!

Good luck!

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